Category Critiche

Il giardino dell’anima (di Anna Balzani)

Pittrice dotata di rara sensibilità, Armida “Pupa” Nardi attinge la propria ricchezza espressiva da eterogenee esperienze umane e artistiche che ne delineano il percorso originale e in continua evoluzione. Artista autodidatta, figlia di quella nobile estrazione artigiana che l’accompagna nella vita professionale come nella ricerca estetica, intride le tele di vivi simbolismi, di riferimenti spirituali, da cui emergono, parimenti, la dolcezza e la grande forza del carattere, avvertibili nella delicata trama dei colori, nelle raffinate sfumature cromatiche, nella femminile sensualità espressa attraverso la voluttuosità, la carnosità delle forme...

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Una nota sui nudi maschili di Armida Pupa (di Lucio Scardino)

Armida “Pupa” Nardi è una poliedrica artista fiorentina dal nome tassesco e dallo spirito indomito: a lungo operante nel campo della moda, è stata nel contempo apprezzata attrice teatrale e da una quindicina di anni, si dedica alla pittura.

Come nel poema scritta da Tasso di Ferrara nel Cinquecento, la maga sua omonima catturava i paladini con incantesimi d’amore, adesso Armida Pupa nel suo studio fiorentino di Borgo San Frediano ha “catturato” idealmente una serie di splendidi corpi maschili, li ha studiati, denudati e trasposti sulla tela, presentando la serie completa dei Bodies a Ferrara, nell’ambito dell’ “Internazionale”, dopo le anteprime parziali in mostre tenute a Bratislava e a Firenze.

Si tratta di una ventina di grandi dipinti ad olio su tela, eseguiti nell’ultimo biennio:...

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Giochi di ombre e luci (di Luca Verrone)

Viviamo, parafrasando il titolo di un recente saggio di successo, i un’epoca di “passioni tristi”, sicuramente di depressione, di confusione, di perdita di senso, ed ecco i dipinti di Armida, carichi di colori e di forme che sembrano debordare dalle tele ed espandersi nell’ambiente che le ospita. Le nostre stanze tecnologiche, malinconicamente ordinate e arredate, paranoicamente blindate, isolate in edifici anoressici. Isolate in quartieri tossici, isolate in città deliranti. Vengono lentamente animate dai movimenti di forme e di luce dei dipinti.

Se per andare avanti è necessario indietreggiare (“reculer pour avancer” dicono i francesi) se ogni nuovo pensiero richiede una rivisitazione del passato, se il Rinascimento parte dalla riscoperta del mondo classico per proporre una nuova visi...

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